Progetta il tuo "futuro sereno".

La vita da pensionato è una fase importante della vita e fortunatamente in crescita. Rispetto al passato, quando si approcciava l'evento prendendo in considerzione solo l’assegno pubblico e qualche risparmio da parte, oggi serve avere un buon piano pensionistico se si desiderano delle certezze alla fine della carriera. Vediamo allora quali sono gli ingredienti che servono in un buon piano pensionistico.

Inps o Cassa Professionale: cosa hai fatto e cosa puoi fare.
La pensione pubblica nel passato aveva un ruolo importante per non dire di monopolio nelle decisioni di lasciare il lavoro. La persona si preoccupava di raggiungere gli anni previsti di lavoro o l'età anagrafica stabilita e il discorso era chiuso (il tipo di lavoro quasi sempre era stato uno solo). La pensione era accompagnata da una sanità pubblica di buon livello e gratuita, casa di proprietà, il coniuge era uno solo, i figli più di due. Oggi le posizioni lavorative più frequenti sono composte da più mestieri, la casa non sempre è di proprietà, il coniuge spesso più di uno, i figli raramente sono più di due. A questi cambiamenti si è aggiunta negli anni una normativa sulle pensioni articolata, con più possibilità di uscita dal lavoro ma con assegni mensili sempre in calo. Il lavoratore non è più nella condizione di adagiarsi e fare affidamento su quanto predisposto per lui, è costretto a rimboccarsi le maniche e:
- verificare che il passato lavorativo sia accreditato con regolarità e precisione;
- individuare quale tipologia di pensione sia da preferire e coltivare;
- prestare attenzione ai cambi di lavoro affinchè non vadano perse porzioni di pensione.
Solo così potrà arrivare al traguardo senza sorprese e con il miglior risultato possibile in termini di assegno pubblico.

Come ottimizzare le risorse per il tuo “futuro sereno”.
In Italia dopo la pensione pubblica si è soliti parlare di pensione integrativa e si va subito verso il fondo pensione o la polizza. Questo approccio che destina delle risorse finanziarie partendo dalla singola esigenza, andrà in futuro modificato dal momento che il mondo del lavoro è divenuto sempre più incerto, i contributi obbligatori quindi instabili, il reddito altalenante. La pensione pubblica avrà bisogno di soldi "aggiuntivi" anche durante la sua formazione, non soltanto alla fine. Ci sono già oggi operazioni di aggiustamento dell’assegno pubblico quali il riscatto, la ricongiunzione, per chi comprende che bisogna agire con ordine. Il nuovo approccio alla previdenza dovrà mettere da una parte la pensione pubblica e dall'altra tutti i soldi che rimangono. Questi ultimi serviranno prima di tutto per le esigenze finanziarie della famiglia poi per gli eventuali correttivi della pensione pubblica, infine per la previdenza integrativa. Così facendo si migliorerà il risultato gestionale e di conseguenza quello finale. Questo non significa mettere all'ultimo posto il rafforzamento della pensione ma adeguarsi ai cambiamenti intervenuti nel mondo del lavoro e nella normativa sulle pensioni. Con una visione complessiva della propria situazione, difficilmente si incorrerà in errori banali e improduttivi come il caso del lavoratore che partecipa al fondo pensione ed ottiene un rendimento dell'1% e poi acquista la televisione o l’auto a rate, pagando interessi del 10%. La gestione complessiva dei soldi aiuta il lavoratore a gestire le proprie risorse senza dispersioni mettendo il proprio consulente finanziario nella condizione di ricevere indicazioni chiare e svolgere in tranquillità il proprio ruolo, lavorando insieme per dei benefici sostanziali e di lungo periodo (non illusioni).

Tutele e gestione della propria salute.
Quando si sta ipotizzando la propria pensione e il fabbisogno finanziario si è soliti mettere in conto un importo per le spese sanitarie impreviste. C’è chi destina dei soldi, chi si compra un fondo sanitario integrativo. Se si pensa al fondo sanitario integrativo sarà il caso di chiedere al proprio consulente:
1. Una copertura sanitaria ben definita, abbandonando l’idea della copertura per tutti i tipi di rimborso perché soluzioni come quest'ultima sono accattivanti ma molto costose, gli oneri nel lungo periodo non devono essere elevati, altrimenti ci si incammina per una strada senza essere sicuri di avere le energie per arrivare a destinazione. Meglio puntare su un fondo sanitario che rimborsi solo alcune spese, tipo i grandi interventi chirurgici, le malattie oncologiche o altre situazioni critiche.
2. Una tutela che all'ingresso non preveda questionari severi in maniera da evitare dichiarazioni inesatte o addirittura di essere esclusi già all'inizio.
3. Una modalità di assistenza che limiti le possibilità di recesso da parte del gestore così facendo si evita di rimanere a piedi quando si ha bisogno del fondo sanitario.
Nell’acquisto del fondo bisognerà ragionare “finanziariamente” ossia, accantonare dei soldi per avere un sostegno in futuro, agendo in questo modo si riesce abbastanza facilmente ad accantonare una copertura importante a una certa età.

Tutele e gestione degli imprevisti dannosi.
Di polizze che coprono i rischi della vita umana ce ne sono di tanti tipi e per tutte le tasche. In fatto di strategia pensionistica la polizza che andrà chiesta al proprio consulente è quella che copre le gravi infermità in età avanzata (settant’anni e oltre). La Compagnia di assicurazione di turno, in presenza dell’evento assicurato, erogherà un capitale o un assegno mensile utili per affrontare le spese di assistenza alla persona. Il soggetto interessato potrà così contare su un sostegno economico consistente e duraturo nei momenti critici della vita, senza preoccuparsi delle disponibilità finanziarie che avrà (o non avrà) in banca.

Qualità della vita durante la pensione.
Quando si parla di pensioni solitamente si citano date, importi, tipi di conteggio, norme, ecc. Poche volte si citano le relazioni umane. In realtà sappiamo tutti che le relazioni umane sono quelle che danno qualità alla vita, quando si lavora e quando si è in pensione. Una volta i pensionati avevano sì assegni mensili buoni ma pur sempre limitati, la società civile però, attraverso le parrocchie, le associazioni di volontariato, i gruppi sportivi, i centri ricreativi aziendali, i bar, ecc. offriva molte occasioni di socializzazione, le persone si incontravano e in qualche modo non si sentivano sole. Oggi la società parla tanto (troppo) di integrazione della pensione pubblica, di risparmio per la pensione, come se l’aspetto economico da solo potesse risolvere e sopperire a tutto, al contempo lascia che gli spazi di socializzazione si riducano sempre di più o che vengano rimpiazzati dai “social”. Il lavoratore invece dovrà attivarsi per coltivare relazioni umane solide perché in pensione saranno una marcia in più nella propria esistenza. Chi ha avuto la fortuna di avere qualche esempio positivo in famiglia su questo comportamento, sicuramente capirà cosa significhino relazioni umane robuste e si muoverà di conseguenza, gli altri (futuri pensionati) dovranno drizzare le antenne e darsi da fare. Questo fattore oltre ad essere importante per la vita del pensionato non richiede l’impiego di risorse economiche ma soltanto buona volontà e impegno. Un elemento quindi a disposizione di tutti e per ogni tipologia di tasca.

Il tuo “futuro sereno”.
Lavora anche tu su un buon piano pensionistico che sappia racchiudere al proprio interno più ingredienti affronta così “l’era della flessibilità” senza drammi e angosce. Essendoci nel piano più ingrediente sarà possibile realizzarlo completamente oppure parzialmente, questo dipenderà da te e da quello che la vita ti avrà riservato. Se il piano si dovesse realizzare solo in parte, qualcosa comunque lo troverai, la sensazione (piacevole) di aver fatto il possibile per realizzare il tuo “futuro sereno”.